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November 05 comunicazione efficaceLa prima, elementare, definizione di comunicazione è "trasferimento di informazioni da un emittente ad un ricevente a mezzo di messaggi".
Questa definizione è formalizzata nel 1949 da Shannon a Wear, due scienziati americani che lavorano ai laboratori Bell e si occupano di circuiti telefonici. Appare evidente che questo modello non tiene conto di molte variabili, che sono essenziali per comprendere perché, come, con quale efficacia avviene il processo di comunicazione. Ad esempio: ? L'emittente chi è, che cultura ha, che scopi ha? ? Il ricevente chi è, che cultura ha, che cosa si attende dall'emittente, che "immagine" ha di lui? ? L'ambiente in cui avviene la comunicazione di che tipo è? E' partecipe o neutrale? I valori, le attese, gli atteggiamenti di chi è "intorno", quali sono e come influiscono nel modificare, distorcere, ridurre ed evidenziare i contenuti della comunicazione? Sono tutti quesiti che rimandano a precisi campi di studio ed analisi. Domanda: quante volte ciascuno di noi ha usato parole, concetti, locuzioni, che molto probabilmente il nostro interlocutore non ha compreso? C'è una proprietà del comportamento che difficilmente potrebbe essere più fondamentale e, proprio perché troppo ovvia, viene spesso trascurata: il comportamento non ha un suo opposto. In altre parole non esiste qualcosa che sia "non comportamento" o, per dirla ancora più semplicemente, non è possibile non avere un comportamento. Ora, se si accetta che l'intero comportamento, in una situazione di interazione, (tra persone, esseri viventi, ecc.) abbia valore di messaggio, vale a dire è comunicazione, né consegue che, comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. Lasciare queste cose al caso non significa - come si è visto - "non comunicare" (che è impossibile): significa, invece, comunicare proprio ciò che non si vorrebbe: sciattezza, incongruenza tra parole e comportamenti, mancanza di stile e così via; significa lasciare l'interlocutore nella incertezza circa gli obiettivi e le finalità perseguite dall'emittente, con la possibilità per quest'ultimo di lasciarsi attribuire le intenzioni e gli obiettivi più assurdi o più contraddittori. Di fatto, la comunicazione non è mai ad una solo via, perché sempre il ricevente è in grado di far sapere all'emittente, "come la pensa" e quindi non può non influire, con le sue parole e il suo comportamento, sul successivo procedere del processo si comunicazione Come ben si comprende, questo ha una grande importanza nel contesto scolastico. Un difetto molto comune, che viene compiuto allorché si comunica a scuola, è appunto costituito dalla scarsa attenzione per quanto ha da dire il nostro interlocutore. Si parte "sparati" ad affermare questo o quello, a fare proposte, a lamentarsi, o a redarguire, senza ascoltare o ascoltando poco o niente Così si perde tempo da entrambe le parti, perché la comunicazione sarà priva di quei risultati che invece avrebbe potuto produrre se le obiezioni o le proposte avanzate dall'interlocutore fossero state ascoltate e quindi accettate in tutto o in parte, o anche respinte, ma sulla base di buone argomentazioni capaci di convincere colui che aveva fatto obiezioni. Quando due persone si incontrano cercano di stabilire delle relazioni e di comunicare, essenzialmente per ottenere dei segni di riconoscimento che potremmo definire con: stimolo, contatto, carezza, toccare, colpo, far centro, riconoscere l’altro, colpirlo, gratificarlo, attaccarlo,… comunque, dirgli che esiste e che ha importanza, nel bene e nel male. Queste carezze possono infatti essere considerate come delle reali unità di misura delle relazioni umane. Infatti, più la carezza sarà intensa, oppure svalutante, più la relazione sarà considerata come positiva, oppure negativa, dalla persona. October 09 ...Nella vita spesso i mille dubbi e le tante paure ci fanno percorrere strade sbagliate, circoli chiusi che portano solo ad un mondo pieno di solitudine e di distruzione, ed uscire da questa trappola che ci tiene incastrati non è facile. Il cuore diventa debole, fragile, il corpo senza forze l'anima senza un respiro di libertà e tutto non ha un senso. Se in queste tenebre però togliamo dagli occhi del cuore quel velo di dolore e guardiamo senza timore, possiamo capire, vedere, sentire che oltre questo buio c'è sempre un'oasi di amore e di speranza, un'immensa luce che non ci lascia mai. il mio compleanno:)quando si dice essere felici...
ho passato una bellissima serata, grazie ai miei amici, e soprattutto al mio angelo...ke se nn fosse stato per lui forse nn avrei festeggiato il compleanno più bello degli ultimi 22 anni della mia vita:)
si dice ke c'è un miracolo per ogni giornata
....E' PROPRIO VERO..... October 07 luciano ligabueRAGAZZI IO SONO CONVINTO KE BISOGNA CREDERCI, BISOGNA CORRERE IL RISCHIO DI ESSERE ILLUSI, BISOGNA CORRERE IL RISCHIO DI PASSARE PER INGENUI, MA BISOGNA CREDERCI September 08 ..Una delle cose che le donne detestano è sentire dire dagli uomini: "Fino a 30 anni mi sono divertito poi ho messo la testa a posto e mi sono sposato". E' come dire: "Amore, ti regalo la mia parte spenta, quella che non si diverte più..". Qualsiasi gioia ci siamo dati nel passato, ora non possiamo e non dobbiamo vivere di ricordi. La gioia l'anima la vuole adesso! Benvenuto nel mio Spaces!
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